Il rifugio di Gian Maria Volonté: vita, sogni e l’addio alla sua casa di Fregene

Nel secondo dopoguerra, Fregene non era solo una località balneare, ma una vera e propria enclave culturale. Tra le dune e i canneti del litorale tirrenico, intellettuali e cineasti come Fellini, Moravia e Pasolini cercavano una dimensione sospesa. In questo scenario, in via Silvi Marini, intorno al 1971, approdò Gian Maria Volonté, guidato dall’amico sceneggiatore Franco Solinas.

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Gian Maria Volonté e Armenia Balducci: cinema politico, esilio e censura negli anni Ottanta

Tra il 1977 e il 1978 Gian Maria Volonté e Armenia Balducci lasciarono il Pci. In seguito, liberi da vincoli di partito, avevano cominciato a lavorare con altri compagni extraparlamentari, in Italia e in Francia, per l’abolizione dell’articolo 90 della legge speciale sulle carceri e per un progetto di amnistia per tutti i detenuti politici.

Gian Maria Volonté cinema politico

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Gian Maria Volonté: la biografia definitiva

Gian Maria Volonté nasce a Milano ma trascorre i primi vent’anni della sua vita a Torino.

Primo piano di Gian Maria Volonté sorridente in barca a vela al largo di Caprera, Sardegna.
Un Gian Maria Volonté radioso durante una navigazione nei pressi di Caprera. In questa biografia ripercorriamo la vita dell’uomo e dell’artista, dai grandi successi del cinema ai suoi rifugi più intimi e privati. (Foto: © Haim Burstin)

 

Non sorprende, dunque, che la biografia Gian Maria Volonté sia nata proprio in quella che è anche la mia città, camminando tra le stesse strade che lo videro bambino e, più tardi, giovane attore agli esordi.
In questa pagina ne ripercorro brevemente la vita; chi desidera approfondire può far riferimento alla mia biografia, pubblicata da add editore nel 2018.

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Valeria Mannelli: L’immagine e la memoria

«Volonté è stato protagonista indiscusso di una stagione del nostro cinema singolarmente interessante, dialettica, combattuta, viva e questo volume ha lo scopo di celebrarlo».  Inizia con queste parole il libro Gian Maria Volonté. L’immagine e la memoria a cura di Valeria Mannelli, uscito da poche settimane, rivisto e ampliato rispetto alle due edizioni precedenti, grazie al sostegno del Museo Nazionale del Cinema di Torino che conserva l’archivio personale dell’attore.

Valeria Mannelli

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Serena D’Arbela ricorda Gian Maria Volonté

Ricevo da Serena D’Arbela, scrittrice e poetessa.

L’incontro

Incontrai Gian Maria Volonté nel 1983 in un suo appartamento a Roma in via del Moro 58. Volevo fare un saggio sul grande attore come già mi appariva. Ero davanti a lui e mi sembrava emozionante. Ma era un uomo che non si dava arie anzi mi sembrò a momenti un po’ timido.

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A proposito di San Valentino

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A proposito di San Valentino, a proposito di storie, più o meno d’amore. Un milione di anni fa, beh non proprio, ma quasi, persi la testa per una ragazza conosciuta a un concerto. Ci presentammo, scambiammo due parole. Lei aveva un sorriso da ergastolo e gli occhi un po’ malinconici, quelli che ti fanno pensare di poterli riempire di felicità, anche se poi non è mai così facile.
San Valentino

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L’ultimo viaggio: la morte di Gian Maria Volonté

Martedì 6 dicembre 1994 alle 11:40 una cameriera trovò il corpo di Gian Maria Volonté riverso a terra nella sua camera d’albergo.  Gian Maria era arrivato a Mostar a fine novembre nel 1994 per lavorare al film Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos. La città era dilaniata dalla guerra.

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Umberto Orsini ricorda Volonté

Umberto Orsini ricorda Gian Maria Volonté. I due attori s’incontrarono per la prima volta sul palcoscenico dell’Accademia d’Arte Drammatica di Roma.

Umberto Orsini
Nostra Dea, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, 1957 – secondo da sinistra Umberto Orsini – Foto di Gianna Giachetti

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Giuseppe Biasini, l’infermiere che sfidò il manicomio.

Ho conosciuto Giuseppe Biasini nel marzo del 2005. Avevo appena cominciato a lavorare al mio film documentario Fate la storia senza di me che cinque anni più tardi mi avrebbe portato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Giuseppe Biasini

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Carla Gravina ricorda Gian Maria Volonté

Carla Gravina nasce a Gemona del Friuli il 5 agosto del 1941. Trascorre l’infanzia in Friuli, prima di trasferirsi a Roma all’età di dodici anni. Tre anni più tardi esordisce in Guendalina di Alberto Lattuada. Nello spazio di pochissimi anni diventa una delle attrici più promettenti del cinema italiano lavorando per Alessandro Blasetti, Mario Monicelli, Mario Soldati, Carlo Lizzani, Mario Camerini e Luigi Comencini. Il 5 luglio del 1960 debutta in teatro con Romeo e Giulietta di Franco Enriquez.

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La classe operaia va in paradiso: l’alienazione secondo Gian Maria Volonté nel capolavoro di Elio Petri

La classe operaia va in paradiso (1971), diretto da Elio Petri e scritto insieme a Ugo Pirro, rappresenta uno dei vertici del cinema d’impegno civile italiano. Il film, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes, fu il risultato di un percorso di preparazione profondamente immersivo che coinvolse Gian Maria Volonté in un’indagine diretta sul campo, prima davanti ai cancelli della Fatme di Roma e poi nelle fabbriche del Nord Italia, tra operai, sindacalisti e dirigenti.

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