Gian Maria Volonté e altre storie

Le parole di Gian Maria Volonté: Primavalle e Trastevere – 1975

Gian Maria Volonté, neo consigliere regionale del PCI, eletto alle elezioni del giugno del 1975, racconta dalle pagine dell’Unità la nascita di un vasto movimento popolare a Primavalle e a Trastevere  per l’istituzione di centri culturali polivalenti.

Primavalle e Trastevere
Trastevere vista dalla casa di Gian Maria Volonté in via del Moro.

 

Un’azione culturale popolare a Primavalle e Trastevere

Si è trattato di due iniziative diverse ma che hanno una matrice e una volontà comune: costituire, sia a Primavalle, sia a Trestevere, Monteverde, eccetera, centri che servano a portare avanti un’azione culturale popolare. Quello che colpisce è l’entusiasmo e la serietà di queste manifestazioni e la consapevolezza di un processo che deve andare avanti rafforzato dal voto del 15 giugno. Ciò mette noi comunisti, dinanzi a grasse responsabilità e a molto lavoro. Le strutture culturali del Lazio  sono assai indietro rispetto a quelle di altre regioni.

Il decentramento teatrale in Toscana

L’esempio, al quale dobbiamo guardare, secondo me, è la Toscana, pur tenendo conto che ogni regione deve esprimere autonomamente la propria linea politica e le proprie forme di sviluppo. Ma prendiamo appunto quello che è stato fatto  in Toscana per il teatro. Lì il decentramento teatrale è una realtà, e gli stanziamenti delle Province e del Comuni sono conquiste non trascurabili. In Toscana sono state, privilegiate le compagnie autogestite e le cooperative teatrali. Per quanto riguarda i locali si è proceduto ad un recupero del teatri di proprietà comunale che erano stati dati in gestione a privati.

Il problema del teatro nel Lazio

Ora, io non credo che nel Lazio si debba, e si possa, ricalcare il metodo toscano, ma è chiaro che bisogna porre in modo serio il problema del teatro e penso che il Teatro di Roma possa e debba andare incontro, poiché ha la struttura per farlo, a questa esigenza del cittadini e del lavoratori. Nel Lazio amministriamo, in vario modo, centocinquanta. comuni tra grandi e piccoli. Non sono certo pochi.

Istituire un assessorato alla cultura

Ho parlato del teatro, perché tu sai che è un mio vecchio amore e ho una grande nostalgia di farlo, ma il discorso è valido per altre attività. Tieni presente che la Regione Lazio ha approvato alla unanimità una legge per lo sviluppo delle biblioteche comunali, o di interesse locale, e degli archivi storici. E’, quindi, quanto mai urgente la proposta avanzata dal nostro Partito per l’istituzione di un assessorato alla cultura, il quale coordini una politica che va dalla scuola ai servizi sociali. E’ un assurdo che la Regione Lazio non ce l’abbia.

Le iniziative di Primavalle e Trastevere

In questo quadro si muovono secondo me le iniziative di cui parlavamo all’inizio: Primavalle e Trastevere. Anche se sono diverse, perché diversa è la realtà sociale. Tieni conto che a Primavalle, tanto per dirne una, esiste un solo cinema; ce n’era un altro, ma si è bruciato. I film che vi si programmano sono tutti, o quasi del filone “violento” e di scadente o nulla qualità.

Una campagna di alfabetizzazione cinematografica

Ora  noi siamo per la piena libertà di espressione e di comunicazione, ma qui è necessaria una campagna di alfabetizzazione cinematografica, che dovrà articolarsi in tre punti: distribuzione di volantini dinanzi ai cinema; incontri degli spettatori con operatori culturali, registi. critici, eccetera, con i quali discutere di quello che hanno visto, invito all’esercente del cinema a dibattere, con i cittadini e con gli operatori culturali i criteri seguiti nella programmazione cinematografica.

Creazione di un comitato

Per Trastevere, Monteverde, per gli altri quartieri della zona il discorso è già più avanzato. È stato creato un comitato assai largo – direi che vi sono rappresentati tutti i partiti dell’arco costituzionale, tanto per intenderci — che si è prefisso già un piano di lavoro, dividendosi in commissioni. E’ in atto persino un censimento del locali, immobili e spazi, come si usa dire ora, di proprietà comunale, e che quindi possono essere messi a disposizione della cittadinanza per una vita associativa. Anche qui si pone il problema del recupero di sale cinematografiche, di proprietà del Comune o di altri enti da utilizzare per una azione culturale.

[Mirella Acconciamessa, Come garantire il bene cultura, «l’Unità», 13 luglio 1975]

Exit mobile version