Benvenuti in questo archivio visivo “Manifesti Gian Maria Volonté” dedicato a colui che non è stato solo un attore, ma il volto stesso del cinema civile italiano. Questa galleria nasce dal desiderio di ricostruire il percorso artistico e umano di Gian Maria Volonté, partendo proprio dai materiali pubblicitari dell’epoca: manifesti, locandine e fotobuste.

Dalle prime apparizioni come attore semi sconosciuto fino ai ruoli da protagonista, questa galleria è un viaggio visivo nell’evoluzione artistica di un gigante del cinema. Ogni immagine rappresenta un tassello di una metamorfosi continua. Volonté non ‘interpretava’ i personaggi: li diventava, lasciando che la sua identità si dissolvesse in quella di operai, banditi, poliziotti e martiri della libertà.

Gli anni Sessanta: gli esordi e il cinema genere

In questa sezione esploriamo un Volonté giovane e versatile. Sorprende vederlo passare dai deserti mitologici di Antinea alle barricate de Le quattro giornate di Napoli. È il periodo della formazione, dove il suo talento inizia a farsi notare in ruoli minori e nei primissimi ruoli da protagonista con i fratelli Taviani e Gianfranco De Bosio.

Gli anni Settanta: L’Incontro con il Cinema Politico

Qui la galleria si fa incandescente. Sono gli anni del sodalizio con Elio Petri e Francesco Rosi. I manifesti di questo periodo riflettono la tensione sociale dell’Italia dell’epoca: volti segnati, sguardi inquisitori e una potenza comunicativa che ha reso questi film icone internazionali.

Gli Anni Ottanta: Il Volonté della maturità e del silenzio

Gli Anni Novanta: Il Testamento morale

L’ultima stagione della carriera di Gian Maria Volonté è segnata da una solennità quasi profetica. Negli anni Novanta, l’attore ha poche opportunità, ma lascia comunque il segno collaborando con nuovi maestri come Gianni Amelio ed Emidio Greco.